#2 Terapia di gruppo. Normale, Tradizionale, Naturale

#2 Terapia di gruppo. Normale, Tradizionale, Naturale

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Spazio Libero

Che cosa direbbero le parole se fossero (psico)analizzate?

Il lato freudiano della filologia…

Ho aspettato con ansia la visita delle nuove parole che avevano voglia di farsi una bella chiacchierata nel mio studio. A dir la verità avrei dovuto immaginare, visto l’abuso di queste sulla bocca di molti, negli ultimi giorni, il loro bisogno di farsi uno sfogo coi fiocchi e una bella seduta di psicoterapia.

Hanno bussato con insistenza, devo ammettere, e mi sono precipitata a farle entrare, tutte e tre, come le tre Parche e incazzate nere.

Ve le presento subito, prima però tolgo un po’ di briciole dal mio divano (ho mangiucchiato un po’ di torta ultimamente, succede durante i compleanni…), così si siedono e si rilassano un po’.

Eccole, comode e ancora incazzate, le parole:

NORMALE          TRADIZIONALE           NATURALE

Io: …terapia di gruppo, oggi, eh?

Normale: è naturale!

Naturale: Eh?

Normale: No, dicevo…è ovvio, no? Ci stanno tirando in ballo in continuazione, un minimo di confronto non guasta.

Io: eh, già… mai come in questi giorni sembrate un po’ sorelle.

Tradizionale: sta diventando insopportabile!

Naturale: a chi lo dici. Io e te un tempo ci saremmo strappate i capelli a vicenda.

Io: dici?

Tradizionale: è vero, eh! Sai quante cose fatte in mio nome non sembravano naturali per niente?!

Io: Tipo?

Tradizionale: Beh, se pensi un po’ ai sacrifici umani ti fai un’idea…

Io: invece era normale all’epoca, no?

Normale: oddio… che orrore, sono stata così orribile?

Io: va bene, ora però andiamo un po’ con ordine. Chi si presenta per prima?

Normale: Io.

Io: dimmi un po’ chi sei, da dove vieni e perché sei incazzata nera.

Normale: mio padre si chiamava Normalis, e mamma si chiamava Norma. Erano latini. Significavano rispettivamente “perpendicolare” e “squadra”.

Io: famiglia di scienziati, eh?

Normale: esatto! La mia era una famiglia di riferimento per molti. Misuravamo gli angoli retti. Tanto che ci siamo definiti regola, e da lì tutte le attinenze a regolare, modello, ordine e costume.

Io: beh, quindi chi ti usa oggi per dire che una cosa normale è una cosa consueta e ordinaria fa bene?

schiavi in djangoNormale: in teoria sì, ma in pratica molto meno. Il problema è quando usano normale per dire che è giusto. Lo sapevate che un tempo era consueto e normale avere uno schiavo in casa? La schiavitù era la norma. Così come le donne che contavano meno di zero nella società che poi chiamavano democratica. Era assolutamente normale. Bene, oggi, vi sembra così giusto? Tra l’altro, la cosa che mi dispiace di più, è che si è perso il vero significato originario del mio nome. Un antenato di mia madre Norma, era il vecchio greco gnorizein, che significa conoscere. Quindi il mio era un senso legato alla conoscenza, al far conoscere. Come possono usarmi per dire che la famiglia deve essere normale? Perché normale? Normale rispetto a quando? A ieri? Comprassero uno schiavo! A oggi? La normalità nel senso di conoscenza, ti porta verso altre e nuove strade. Perché oltre la normalità, dove regna l’eccezione, si nascondano le cose speciali, non a priori giuste o sbagliate.

Io: Sì, condivido.

Normale: Ah, ma mica ho finito! Sapete che in fotografia, l’ obiettivo normale è quello la cui lunghezza focale è simile all’occhio umano? Che ne dite di quegli obiettivi che invece possono farti vedere cose impossibili ad occhio nudo? Perché guardare le cose solo secondo la linea che voi definite normale? Che ne dite di tutti gli altri punti di vista?

Tradizionale: Capisco che vuoi dire…è quello che reputano a me. Definiscono “tradizionale” la cosa più consueta, o giusta, quando non sarebbe propriamente così.

Io: spiegati meglio. Dicci anche tu le tue origini.

Tradizionale: Oh, la mia storia è molto più semplice. La mia è la famiglia latina dei Tradere che stava per trasmettere, consegnare. Ora sembra che tradizionale sia tutto ciò che è vecchio e giusto, ma in realtà la tradizione è solo un’usanza (nel senso che è entrata nell’uso comune) che è appunto stata trasmessa.

Io: quindi quando dicono famiglia tradizionale non significa famiglia più giusta.

Tradizionale: No! Tradizionale mica significa giusto. Era tradizione sacrificare le persone in nome degli dei, che ti pare giusto? Certo, sicuramente sarà tradizionale trasmettere un ideale, un valore, ma non mi piace essere messa in mezzo quando parlano di “famiglia sì” e “famiglia no”.

Normale: infatti! Diventasse normale e tradizionale accettare di più gli altri. Trasmettessero questo ai loro figli! Sto diventando una parola antipatica!

Naturale: magari diventerà tradizionale dire ai bambini che non è sbagliato essere se stessi. Che è appunto naturale.

Tradizionale: così come dare amore e dare una famiglia. Naturale, normale, tradizionale.

Normale: io capisco che la parola “normalmente” significhi in realtà “perpendicolarmente”, e quindi procedere rettamente è come dire “su una linea retta”, ma perché a priori dev’essere una cosa giusta? Voi vorreste dirmi che camminereste sempre su quella linea? Che non prendereste mai sbocchi, bivii o altro? Che sareste sempre così noiosamente sicuri? Che non scoprireste mai niente? Che se vi dovesse cadere una mela in testa pensereste sia normale invece che chiedervi cos’è la gravità? Che avreste voluto fare diversamente da Colombo, cioè evitare di trovare un’altra via e scoprire un mondo? No! Mi rifiuto di essere un concetto così limitato!

Io: E tu, Naturale? Non hai niente da dire?

Naturale: e che vi devo dire? Su di me il repertorio delle banalità e della demagogia ha assunto ormai forme spropositate. Ma è sempre stato così.

Io: Intanto parlaci delle tue origini, così capiamo…

Naturale: mio padre era latino, Naturalis e si riferiva alla natura, a ciò che è appunto soggetto ad essa. Quindi mi hanno un po’ sempre usata come scusa. “Così è naturale, così no.” Ma mi sono sempre chiesta: se sono le leggi della natura che governano l’uomo, è assolutamente naturale che uno sia attratto da un’altro del suo stesso sesso, poiché non decide lui bensì il suo corpo, che è appunto naturale, non artificiale, giusto? Quindi è naturale essere come si è.

Io: immagino di sì.

famigliaNaturale: Eppure non è così scontato, perché a nome mio se ne son giustificate di diavolerie! Lo sapete che si usava la natura impropriamente anche per giustificare l’inferiorità della donna? Dicevano che non avere gli attributi era segno di un essere umano debole, inferiore. E sapete che in nome della natura hanno creato anche le leggi razziali? Era quindi giusto dire naturale all’epoca? Quello che non si capisce è che ogni cosa viva è natura. Il verme non è meno natura del canarino. La procreazione naturale vuole sì il seme maschile nell’utero femminile. La procreazione, appunto. Ma la costituzione di una famiglia non dipende solo dalla procreazione (vergine Maria docet). Procreare robot non è naturale, procreare con l’aiuto dell’uomo è assolutamente umano. E umano è natura comunque.

Io: complicato ragionamento…

Tradizionale: però ha ragione!

Naturale: mi dispiace quando mi usano così banalmente come se significassi “ovvio”. Sapete quando dicono “è chiaro!” “è naturale!”… beh, la natura è quanto di più imprevedibile esista nell’universo. Talmente imprevedibile da aver messo al mondo la vita da una fatale circostanza.

Normale: Giusto!

Naturale: …se volete fare i naturali a tutti i costi iniziate a mollare i cellulari a casa e a comunicare con i segnali di fumo. Ma poi… sapete da cosa derivo davvero io? Natura ha origine da Natus ovvero Generato. Esistente, Nato. Sono dunque naturale se sono venuta al mondo, se è esistita una forza in grado di generarmi. E se sono al mondo, ho gli stessi diritti tuoi.

Mi guardano tutte e tre agguerrite, probabilmente stufe di essere sfruttate ultimamente in nome di qualcosa che non appartiene fino in fondo alla loro natura e per giustificare la mancanza di diritti di alcune “categorie”. Per mettere in chiaro cosa è giusto e cosa è sbagliato, senza tener conto delle libere scelte e della vita vera. Forse dovevo invitare anche la parola Discriminazione, giusto così, per mettere due cose in chiaro.

A buon intenditore poche (psicopatiche) parole.

lp

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