LE MIE PRIGIONI – la stramaledettissima gabbia

LE MIE PRIGIONI – la stramaledettissima gabbia

Chiara Lombardini 2 comments
Spazio Libero

8 luglio 2015
Gli umani sono imperturbabili. Persino la ragazzina, non ha ceduto al mio sguardo che conquista. E’ uno sguardo particolare che faccio nel momento del bisogno, quando voglio ottenere qualcosa o quando incontro qualcuno di molto antipatico e cerco di tenermelo buono. Non lo faccio intenzionalmente per corrompere gli altri, mi viene naturale. Protendo un po’ il muso, stringo un po’ gli occhi e il gioco è fatto, nessuno può resistere. A parte gli umani che mi hanno catturato. Devono avere una pietra al posto del cuore perché il mio sguardo che conquista non ha sortito il minimo effetto su nessuno di loro. Sospetto che non si siano nemmeno accorti che li fissavo cercando di intenerirli. Quindi basta, anche questo piano è fallito. Con le buone non si ottiene niente, me l‘hanno sempre detto tutti. Pensavo avessero torto ma forse mi sbagliavo io. Gli umani sono così insensibili che non potrei addolcirli nemmeno con un’ intera confezione di barrette vitaminiche.

8 luglio 2015 – qualche ora dopo
Gli umani si sentono invincibili ma non hanno fatto i conti con la mia fantasia. Mi è appena venuta un’idea geniale e non può non funzionare, quanto è vero che mi chiamo Silvio! La gabbia ormai è stracolma di semi, resti di insalata, briciole di cibo e altra sporcizia che ho prodotto io stesso con il mio corpo ma di cui mi vergogno a parlare. Prima o poi dovranno dare una ripulita o il cattivo odore li annienterà. Quindi ho pensato che posso accelerare questo processo sporcando il più possibile la prigione nelle prossime ore così saranno costretti a tirarmi fuori di qui per fare le pulizie. E’ veramente una buona idea, mi metto subito al lavoro.

9 luglio 2015
Gli umani si stanno insospettendo. Li vedo che camminano avanti e indietro per la stanza, guardando di sottecchi la mia gabbia. Cominciano a chiedersi come mai ci sia tanta sporcizia all’improvviso e si stanno domandando come fare per pulire. Hanno abboccato.
Io intanto aspetto pazientemente che mi tirino fuori di qui e, allora, inizierò a correre più veloce che posso verso l’uscita più vicina, questo è il piano. Non sono mai stato molto forte nella corsa ma, se riesco a puntare sull’effetto sorpresa, ce la posso fare. Inizio a pregustare il momento in cui sarò libero. Il mondo là fuori, che ora posso sbirciare solo attraverso le sbarre e che mi sembra così sfuocato visto da qui, mi aspetta. Devo solo mettermi a correre.
Vado subito ad esercitarmi sulla ruota.

10 luglio 2015
Gli umani mi hanno liberato. No, premetto subito che non è andata bene, o non sarei ancora qui a lamentarmi. E’ durato tutto solo pochi minuti. A un certo punto, con le loro grandi mani, mi hanno estratto dalla gabbia e posato sul tavolo. E’ stato in quel momento che avrei dovuto fuggire come se avessi il gatto alle calcagna e invece… Sono rimasto pietrificato, non riuscivo a muovermi. Pensavo – Possibile? Mi liberano sul serio? – poi ho iniziato a riflettere meglio e a chiedermi se non fosse una trappola, se non mi avessero voluto mettere lì per farmi qualcosa di peggio. Mi sentivo così esposto e indifeso in quel momento che, vi giuro, ho rimpianto le mie sbarre. Magari voi non siete mai stati reclusi e non potete capirlo ma arriva un punto nella vita di un prigioniero in cui la propria gabbia diventa anche una protezione. Dopo un po’ la detenzione ti fa dimenticare quello che c’era fuori dal carcere e che prima ti mancava e cominci ad averne paura. Io sono a quel punto. Il mio piano aveva funzionato ma non ce l’ho fatta a metterlo in pratica fino in fondo e, una volta libero dalle sbarre, non sono riuscito a muovere un passo.
Inizio ad essere confuso, so che vorrei scappare ma non so se me la sento. Capito?

2 Comments

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Ilaria Galiano

giugno 29, 2015 at 12:02 pm

Non demordere Silvio, non ora. Non fare affidamento su lega anti vivisezione o roba del genere. Nel caso arriverebbero troppo tardi. È il tempo stringe. Avrei un paio di suggerimenti per la tua fuga ma li riservo per dopo. Come una sorta di piano B. Devi farcela per te stesso e per offrire una speranza a tutti quelli nella tua situazione. Gli umani, come ben sai mostrano sempre, a ben guardare, un sia pur piccolo strappo nella loro presunta è infallibile razionalità che vantano come un pregio di cui voi, cavie, sareste prive. Gioca a rintracciare quella fessura dove si insinua la loro irragionevolezza, se ti concentri, la troverai di sicuro. E scatta con fierezza verso la tua irrunciabile libertà. Io sono pronta per festeggiare la tua vittoria e lo smacco degli umani…

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