Mai più mostro della realtà. Storia, film e pittura ne “Il labirinto del fauno”.

Mai più mostro della realtà. Storia, film e pittura ne “Il labirinto del fauno”.

SpiritiLibri No Comment
Cinema
“Il sonno della ragione produce mostri” (“El sueño de la razón produce monstruos” F. Goya)
images-3È l’innocenza il filtro eletto a svelare il mostro tra verità e finzione. Lo sguardo di un’innocente, la chiave per intrecciare, l’uno con l’altro, due mondi tenuti distanti dalla sapiente ragione degli adulti: mondo reale e mondo magico. Il perché si sa, bisogna crescere, bisogna guardare al concreto, non lasciarsi fuorviare, non vivere di illusioni, o di ridicole paure.
Paure?
Paure di mostri con gli occhi nelle mani, pallidi e viscidi, cannibali massacratori di fate e bambini, fauni oscuri e labirinti misteriosi. Eppure son mostri meno mostri, mai più mostri della realtà. Quella fatta di uomini, di adulti, di padri, di madri, di comandanti e servitori, di schiavitù al potere, dove libero arbitrio è solo sparare ad un corpo già morto, o torturarne uno vivo.

 E il labirinto vero diventa un contorto gioco di resistenza al potere, o il labirinto della follia.
images
Due mondi, dunque, due mostri ne “El labirinto del fauno“, opera cinematografica firmata Guillermo del Toro, premiata nel 2007 con ben tre Oscar alla fotografia, alla scenografia e al trucco.
images-2778px-El_Tres_de_Mayo,_by_Francisco_de_Goya,_from_Prado_in_Google_EarthSiamo nel 1944, in Spagna, agli sgoccioli della Guerra Civile, in una remota zona dell’entroterra iberico, presso la dimora del capitano Vidal, franchista e spietato, futuro padre del fratellastro di Ofelia, protagonista del film, bambina amante dei libri di fate e della fantasia. Sotto una cornice fatta di guerriglia e resistenza, Ofelia scopre un mondo misterioso e magico, guidata da un fauno che le rivela un segreto: non è una bambina qualunque, ma la reincarnazione della principessa Moanna, e dovrà superare tre prove per riconquistare il suo regno sotterraneo.

Tre prove per esprimere coraggiotenacia e sacrificio, virtù indispensabili negli animi dei partigiani dei boschi, come nel cuore di Mercedes, governante e spia ribelle, in casa nemica. Ofelia nel suo mondo di fate, rane giganti, mostri e fauni, Mercedes nel mondo di entrambe, di noi tutti, tra soldati, sotterfugi e mostri più grandi.

La favola si fa racconto dell’orrore, o forse è l’orrore della realtà a tingersi di colori fiabeschi? 
Colori e tinte che ricordano il pastello e il gioco di gialli e rossi di un Goya alle prese con mostruosità e fantasmi dell’animo, quando scriveva bene che “il sonno della ragione produce mostri“.
l’Uomo Pallido del film, il mostro terrificante mangiatore di bambini, ci ricorda forse il “Saturno che divora i suoi figli” del pittore spagnolo, così come i neri profondi e i notturni illuminati dal fuoco di guerriglia, il drammatico “3 maggio 1808“.
Forse è vero che i mostri sono segnali della follia, forse è vero che le fate non esistono e basta. Ma se si devono chiudere i libri di favole per crescere, forse è anche vero che non bisogna chiudere gli occhi davanti all’osceno della realtà per sopravvivere, o per vivere, come uomini provvisti di ragione.
[tooltip text=”TooltipText”](c) L.Perrucci – Tutti i diritti riservati[/tooltip]

 

You must be logged in to post a comment

Login

IL NOSTRO BLOG

IL VINCITORE

L'OPERA VINCITRICE del contratto di pubblicazione e distribuizione nazionale con la casa editrice CARATTERIMOBILI è:

sljpg

IL BOOKTRAILER PIÙ BELLO

Il premio " IL BOOKTRAILER PIÙ BELLO" va a FINESTRE INCENDIATE di Anna Rita Martire

Finestre incendiate

MENZIONE EDITOR

La MENZIONE EDITOR a cura di Alessandra Minervini, docente e consulente della Scuola Holden, va all'opera LO SPUMONE. MORTE SOSPETTA IN PIAZZA CIAIA di Leonardo Cassone

Lo Spumone

Commenti recenti

Vai alla barra degli strumenti