Un incipiy (INEDITO) per un romanzo tutto da scrivere

Un incipiy (INEDITO) per un romanzo tutto da scrivere

Leonardo Cassone No Comment
Spazio Libero

Mia Terra,
É una notte di fine estate e stiamo rientrando a casa in auto. Tu alla guida ed io assorto nei miei pensieri. Guardo fuori del finestrino il nero paesaggio dell’autostrada. Quante cose vorrei dirti. Ho sempre avuto la convinzione che i pensieri d’amore siano belli fino a quando restano tali, racchiusi nella propria mente. Forse per paura che, appena espressi, non avrebbero reso merito alla loro intensità. Non dare mai niente per scontato. In dieci anni di convivenza con te ho fatto mio questo concetto. Me lo hai insegnato tu. Non te ne sarò mai abbastanza grato. Quanto sarei più sereno, più felice, più in pace con me stesso, se solo avessi il coraggio, tutte le volte che lo sento, di dirti semplicemente: «Ti amo». Non mi farei divorare l’anima da quel senso di nostalgia che sono le parole non dette. Parole che teniamo custodite come pietre preziose in quel forziere chiamato orgoglio. Ma quanto valgono poi realmente queste pietre fino a che restano là dentro? Mostrarle a chi si ama, vuol dire offuscare il loro splendore? Non sarebbe meglio, tante volte, donarle per sempre? Non so se si tratti di egoismo oppure del terrore di mostrarsi fragili, deboli, vulnerabili. Si può aver paura dell’amore?

«Metti su quel cd di Mina, ti va?»
«Questo con la custodia rotta?»
«Si. Ti va di ascoltarla?»
«Mi va sempre di ascoltare Mina.»
«Tra un po’ci fermiamo. Devo fare benzina e prendermi un caffè. Se no non reggo…»
«Ok. Io ne approfitto per pisciare».

La musica parte. E i miei ricordi pure. Avrei voluto dirti che no, non mi andava per niente ascoltare Mina, adesso. Quel cd, poi. Mi riporta di colpo ad un periodo maledettamente felice e doloroso al tempo stesso. Ad una storia che non ti ho mai raccontato per intero. Per egoismo, forse. Volevo tenerla ancora per un po’ tutta per me? Per timore della tua gelosia? Forse. Sta di fatto che adesso sono pronto a raccontartela. Già, ma quali parole usare? Mi hai sempre detto che so raccontare bene. Ci proverò allora immaginando che sia stata un’altra persona ad averla vissuta. Ti prego di non chiedermi mai perché.

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