Wafer 8 (di W.F.Murano e M.Marino. Come sempre NRNC)

Wafer 8 (di W.F.Murano e M.Marino. Come sempre NRNC)

Marcello Marino 2 comments
Spazio Libero

Appena fuori dal edificio, Lana si ferma, girando verso me, poggiandomi le mani sulle spalle e con una leggera compressione delle dita mi dice: “Papà, ora andremo a casa mia e dopo una bella strigliata passeremo dalla tua per fare i bagagli.”
: “Perché?” la mia risposta interrogativa.
: “Papà, guarda come sei ridotto, sei uno straccio con la barba incolta. Dov’è finito il comandante in pensione che ogni giorno radeva il suo volto sino a farlo diventare liscio come il marmo levigato?”
È proprio così! Sono ridotto veramente male, puzzo come un animale, sento addosso l’odore di quello spaventapasseri in calzoncini da boxeur, se chiudo gli occhi sento il suo alito puzzolente entrarmi nel naso.
Ho un conato, lo trattengo ma è seguito da un altro ancor più forte che trattengo a mala pena deglutendo bile schiumosa, non la vedo ma so che è verde, è il suo retrogusto di acido citrico che richiama alla mente la sua disgustosa visione.
E pensare che amo i limoni, quand’ero piccolo ne mangiavo a bizzeffe.
Li rubavo dall’albero di zia Anna dopo aver scavalcato il muretto a secco di pietra vulcanica …
: “Papà, papà! Dove sei? Papà ci sei? Papa!”
La faccia di lana è davanti la mia, le sue mani mi scuotono ed io mi sento come stordito.
Sento un rivolo di bava che mi cola dal angolo destro delle labbra.
: “Quegli sciagurati devono averti riempito di sedativi. Ma ci penso io a farti giustizia, ne hai già passate troppe.”
: “Che vuoi dire piccola? Cosa è successo?”
Non capisco bene, sono intontito all’invero simile.
: “Sì, forse è meglio che mi porti a casa tua.”
: “Sì, andiamo! Non passeremo neanche da te, compreremo degli abiti nuovi strada facendo.”
Dalla tasca tira fuori una specie di scarabeo in titanio, gli schiaccia la testa e dice: “Servizio Taxidrone, un mezzo davanti la sede del distaccamento 3114, subito!”
Non fa in tempo a rimettere in tasca lo scarabeo che un Taxidrone ci si ferma davanti, apre la portiera automatizzata e ci invita ad entrare : “Prego signori, accomodatevi, la Taxidrone vi dà il benvenuto a bordo del mezzo 764357, si prega di farsi identificare dal lettore di iride.”
Un laser rosso esce dai pannelli di fronte i nostri occhi, rimango abbagliato e lampi rossi e verdi continuano ad invadere il mio campo visivo.
Sbatto le palpebre per velocizzare la scomparsa di quel foto-fastido ma a quest’ultimo si aggiunge un effetto stroboscopico fin quando non diventa tutto buio.
: “Basta! Non voglio vederti più! Non dobbiamo vederci più!”
È Valeria e non è più il tempo del primo bacio.
Ricordo bene che giorno sia, ricordo la morbidezza di quei neri e gonfi ricci, i suoi seni ormai maturi dei suoi 26 anni, le sue labbra carnose che … è Bellissima!
: “Non vuoi o non dobbiamo?” le chiedo sarcasticamente.
: “Non dobbiamo!”
: “Non dobbiamo?” le faccio notare io.
: “Non voglio! Ecco, mi fai sbagliare, sei un cretino!”
Nelle sue parole sento il significato del contrario.
Perché non vuole ammettere la verità?
Perché non dice che vuol stare con me?
Dice che siamo amici.
Amici un corno!
: “Quindi, non vuoi? Sicura?”
: “Sì, sicura!” e mi molla un ceffone.
Non appena mi riprendo dallo schiaffo, vedo Lana al mio fianco. Dove sono? Sono nell’auto.
Ora ricordo!
È che sono così reali questi flashback, troppo reali.
: “Capitano, siamo quasi arrivati.”
Cosa succede?
Dov’è finita Lana?
Ora c’è il sergente Sting che mi parla.
: “Capitano, prenda il periscopio e guardi, siamo a meno di un miglio dall’obbiettivo.”
: “Sting, attivi la modalità antinebbia e faccia apparire le informazioni sul mezzo nemico, voglio tutto sotto controllo, non abbiamo margine di errore. Con questa missione daremo inizio alla fine della guerra.”
L’allarme comincia a suonare, la luce dei lampeggianti invade e colora di rosso tutto.
Il fragore di un esplosione …
: “Signore, signore, come sta?”
: “Sì sto bene Sting.”
: “Sting? È un suo parente?”
Scuoto la testa per schiarirmi le idee, sono nel Taxi-drone che si è schiantato contro uno dei mezzi della nettezza urbana.
Dov’è Lana? Mi giro alla mia sinistra , è lì che mi guarda mentre il FoamBag le comprime torace e viso, mi strizza l’occhio per farmi capire che c’è, mentre un agente apre il suo portello per liberala dalla schiuma di salvataggio.
Ora è libera di parlare: “Come stai papà, tutto bene? Stavi dormendo, eri un po’ agitato quando a un tratto ho sentito uno schianto e subito dopo sono stata invasa dalla schiuma.”
Un dubbio mi sorge: Sarà vero o è tutto un brutto sogno?
Siamo stesi sulle barelle con i colli bloccati dai collari di contenimento, ci caricano in due ambulanze diverse che partono a sirene spiegate verso l’ospedale.

2 Comments

Foto del profilo di Marcello Marino

Marcello Marino

luglio 17, 2015 at 3:02 pm

C’è qualche virgola di troppo al’inizio ma non è facile scrivere dal telefono.

Foto del profilo di Marcello Marino

Marcello Marino

luglio 17, 2015 at 3:05 pm

Appena fuori dal edificio, Lana si ferma girando verso me. Poggiandomi le mani sulle spalle e con una leggera compressione delle dita mi dice:

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